Proventi multe stradali utilizzabili per spese correnti correlate al potenziamento dei controlli

I proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie spettanti al Comune per le violazioni previste dal Codice della strada possono finanziare anche le spese correnti, relative alle attività di verifica e taratura delle strumentazioni (autovelox, etilometro, radio, telelaser, ecc) e all’accesso alle banche dati per la visura degli intestatari dei veicoli: è quanto affermato dalla Corte dei conti, sez. reg. di controllo per la Lombardia, nella delib. n. 85/2020/PAR del 25 giugno 2020.

L’art. 208 del Codice della Strada (Decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285) prevede, com’è noto, un parziale vincolo di destinazione per i proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie spettanti agli enti territoriali per le violazioni previste dallo stesso codice.

In particolare, secondo il comma 4 lett. b),  una quota pari al 50 per cento dei proventi spettanti agli enti di cui al secondo periodo del comma 1 è destinata “b) in misura non inferiore a un quarto della quota, al potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale, anche attraverso l’acquisto di automezzi, mezzi e attrezzature dei Corpi e dei servizi di polizia provinciale e di polizia municipale di cui alle lettere d-bis) ed e) del comma 1 dell’articolo 12”.

Già in passato, la sez. reg. di controllo per la Lombardia, con la deliberazione n. 274/2013/PAR del 3 luglio 2013, aveva affermato che “Alla luce del dato testuale, ricavabile dall’art. 208 comma 4 lett. b, il potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni è perseguito ‘anche’ mediante gli acquisti di che trattasi [automezzi, mezzi e attrezzature dei Corpi e dei servizi di polizia provinciale e di polizia municipale]. Ne consegue che l’amministrazione locale, nell’esercizio della propria sfera di discrezionalità, pur sempre vincolata alla specifica destinazione, possa impegnare quote dei proventi ex art. 208 Codice della Strada per sostenere acquisti di beni e finanche di servizi strumentali ulteriori rispetto alle categorie testualmente esemplificate nel testo normativo”.

Non risulta, dunque, di per sé decisiva, per il rispetto del vincolo di destinazione, la natura corrente o di investimento della spesa che l’ente locale si propone di sostenere; è invece necessario che l’acquisto di beni, o anche di servizi, si inserisca in un progetto di potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale, e che a tale specifica finalità sia rivolto. Si tratta, peraltro, di un orientamento da ultimo confermato dalla medesima sezione con deliberazione 447/2019/PAR del 18 dicembre 2019.

In questo quadro spetterà al Comune, nell’esercizio della propria discrezionalità, la valutazione dell’inerenza delle singole voci di spesa rispetto agli obiettivi di potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale previsti dall’art. 208, comma 4, lettera b).

Nella medesima deliberazione n. 85/2020/PAR i giudici hanno anche evidenziato che detti proventi possono essere utilizzati anche per la realizzazione e la manutenzione di impianti di videosorveglianza destinati anche al controllo e alla sicurezza stradale: anche in questo caso, dunque, ciò che rileva, affinché sia rispettato il vincolo di destinazione dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie, è l’inquadramento dell’acquisto in un progetto di potenziamento dei servizi di controllo finalizzati alla sicurezza urbana e alla sicurezza stradale.

 

 

L’agente contabile di fatto è equiparato all’agente contabile di diritto

Come è noto, l’art. 93 del TUEL (Decreto Legislativo n. 267/2000) dispone che coloro che si ingeriscano negli incarichi attribuiti agli agenti contabili devono rendere il conto della loro gestione e sono soggetti alla giurisdizione della Corte dei conti.

Sulla base di detta norma, la Corte dei conti, sez. Prima Giurisdizionale Centrale d’Appello, nella sent. n. 155 del 4 luglio 2020, ha ritenuto infondata la tesi, sostenuta da un dipendente comunale che aveva svolto, di fatto, le funzioni di economo, secondo cui, in mancanza di un economo regolarmente investito della funzione (e, quindi, di un agente contabile di diritto), mancherebbe l’incarico nel quale ingerirsi: infatti, secondo i giudici contabili, con la norma testé richiamata il legislatore ha chiaramente inteso riaffermare, in consonanza con pacifici e consolidati principio di contabilità pubblica consacrati nella legge di contabilità di Stato, la regola di piena equiparazione di entrambe le figure, laddove il contabile di fatto espleti le medesime mansioni di quello di diritto.

Ne discende, conseguentemente, che anche per il contabile di fatto è richiesto il medesimo grado di diligenza nella gestione del pubblico danaro dovuto dall’agente contabile regolarmente nominato, nonché l’assoggettamento al giudizio della Corte dei conti.

 

Il termine per l’approvazione del bilancio ha natura acceleratoria e non perentoria

Come è noto, l’art. 141, comma 2, del TUEL (Decreto Legislativo n. 267/2000) prevede che “… quando il Consiglio non abbia approvato nei termini di legge lo schema di bilancio predisposto dalla Giunta, l’organo regionale di controllo assegna al Consiglio, con lettera notificata ai singoli consiglieri, un termine non superiore a 20 giorni per la sua approvazione, decorso il quale si sostituisce, mediante apposito commissario, all’amministrazione inadempiente. Del provvedimento sostitutivo è data comunicazione al prefetto che inizia la procedura per lo scioglimento del Consiglio”.

La norma, secondo quanto ribadito dal Consiglio di Stato, sez. III, nella recente sent. 3 luglio 2020, n. 4288, introduce un termine acceleratorio, non “assistito da alcuna qualificazione di perentorietà” (conformemente, Consiglio di Stato, sez. V, sent. 25 ottobre 2017, n. 4917): è, infatti, perentorio solo il termine espressamente indicato come tale da una previsione normativa.

Come chiarito in passato dalla giurisprudenza (cfr. Consiglio di Stato, sez. V, sent. 19 febbraio 2007, n. 826) la legge, dunque, non collega all’inosservanza del termine ordinario una immediata e concreta conseguenza dissolutoria, ma l’apertura di un procedimento sollecitatorio, che può bensì condurre all’adozione della grave misura dello scioglimento dell’organo, ma il cui presupposto non è la mera inosservanza del termine suddetto bensì la constatata inadempienza ad una intimazione puntuale e ultimativa dell’organo competente, che attesta l’impossibilità o la volontà del Consiglio di non approvare il bilancio.

Anticipazione di liquidità 2020: codifica SIOPE

Entro il 24 luglio sarà concessa, agli enti che hanno ritenuto di ricorrervi, l’anticipazione di liquidità prevista dal Decreto Rilancio (DL n. 34/2020) e, nei successivi 30 giorni, si dovrà procedere al relativo pagamento.

Per quanto concerne la codifica SIOPE dell’anticipazione in discorso, avremo:

  • Entrata: E.6.03.01.01.999 – Accensione mutui e altri finanziamenti a medio lungo termine da altre Amministrazioni Centrali n.a.c.;
  • Spesa: U.4.03.01.01.999 – Rimborso mutui e altri finanziamenti a medio lungo termine a altre Amministrazioni Centrali n.a.c.

Il contratto d’opera professionale con la P.A. deve rivestire la forma scritta ad substantiam

Il contratto d’opera professionale con la P.A., ancorché quest’ultima agisca iure privatorum, deve rivestire la forma scritta ad substantiam: è il principio ribadito dalla Corte di Cassazione, sez. II civ., nell’ordinanza n. 11465, depositata il 15 giugno 2020.

Secondo i giudici, l’osservanza della forma scritta richiede la redazione di un atto recante la sottoscrizione del professionista e dell’organo dell’ente legittimato ad esprimerne la volontà all’esterno, nonché l’indicazione dell’oggetto della prestazione e l’entità del compenso, dovendo escludersi che, ai fini della validità del contratto, la sua sussistenza possa ricavarsi da altri atti (ad esempio, la delibera dell’organo collegiale dell’ente che abbia autorizzato il conferimento dell’incarico), ai quali sia eventualmente seguita la comunicazione per iscritto dell’accettazione da parte del medesimo professionista (Cass., n. 24679/2013; n. 21477/2013).

Né è sufficiente che il professionista accetti, espressamente o tacitamente, la delibera a contrarre, poiché questa, anche se sottoscritta dall’organo rappresentativo medesimo, resta un atto interno, che l’ente può revocare ad nutum (Cass., n. 1167/2013).

Il contratto mancante del succitato requisito è nullo e non è suscettibile di alcuna forma di sanatoria, sotto nessun profilo, poiché gli atti negoziali della P.A. constano di manifestazioni formali di volontà, non surrogabili con comportamenti concludenti (Cass., n. 22501/2006; n. 15488/2001).

L’importanza dell’asseverazione dei rapporti debiti-crediti con le partecipate

L’art. 11, comma 6, lett. j) del Decreto Legislativo n. 118/2011 dispone che la relazione sulla gestione allegata al rendiconto deve illustrare gli esiti della verifica dei crediti e debiti reciproci che il Comune ha con i propri enti strumentali e le società controllate e partecipate.

La predetta informativa, asseverata dai rispettivi organi di revisione, evidenzia analiticamente eventuali discordanze e ne fornisce la motivazione; in tal caso, l’ente assume senza indugio, e comunque non oltre il termine dell’esercizio finanziario in corso, i provvedimenti necessari ai fini della riconciliazione delle partite debitorie e creditorie.

L’adempimento in discorso riguarda i rapporti con tutti gli enti strumentali e le società controllate e partecipate dal Comune e l’attendibilità delle risultanze contabili è condizionata al positivo esito di tali adempimenti, funzionali alla verifica degli equilibri di bilancio.

Pertanto, come evidenziato dalla Corte dei conti, sez. reg. di controllo per le Marche, nella recente delib. n. 55/2020/PRSP del 29 giugno 2020, l’obbligo della doppia asseverazione dei debiti e dei crediti da parte dell’organo di revisione dell’ente territoriale e di quelli degli organismi partecipati risulta necessaria al fine di evitare eventuali incongruenze e garantire piena attendibilità dei dati.

Peraltro, l’asseverazione è sempre necessaria e in caso di inerzia da parte degli organi di revisione degli enti strumentali e delle società controllate e partecipate, il soggetto incaricato della revisione dell’ente territoriale è tenuto a segnalare tale inadempimento all’organo esecutivo dell’ente territoriale che assume senza indugio, e comunque non oltre il termine dell’esercizio finanziario in corso, i provvedimenti necessari ai fini della riconciliazione delle partite debitorie e creditorie (sezione delle Autonomie, deliberazione n. 2/2016/QMIG). Infatti, il documento è rivolto ad assicurare la veridicità e la trasparenza dei bilanci e mira a salvaguardare gli equilibri di bilancio attenuando il rischio di emersione di passività latenti per gli enti territoriali (cfr. sez. reg. di controllo per la Sicilia, delib. n. 394/2013/PAR; sez. reg. di controllo per le Marche, delib. n. 56/2018/PRSE).

Quanto alla verifica dei crediti e debiti reciproci, i giudici hanno osservato che l’attività di riconciliazione delle partite debitorie e creditorie deve coinvolgere tutte le realtà partecipate: la corretta rilevazione delle ridette posizioni, infatti, mira a salvaguardare gli equilibri di bilancio, attenuando il rischio di emersione di passività latenti per l’ente territoriale, e risponde, inoltre, all’esigenza di garantire trasparenza e veridicità delle risultanze del bilancio.

 

Le scadenze di luglio per l’ufficio finanziario del Comune

Luglio è un mese ricco di scadenze ed adempimenti per l’ufficio finanziario del Comune e può essere utile, pertanto, un breve riepilogo.

Entro il 7 deve essere completata la fase della richiesta dell’anticipazione di liquidità alla Cassa Depositi e Prestiti per i debiti certi, liquidi ed esigibili al 31 dicembre 2021, prevista dal DL n. 34/2020.

Il 17 luglio sarà chiuso l’applicativo “Partecipazioni” per l’acquisizione dei provvedimenti di revisione periodica delle partecipazioni pubbliche (con il relativo censimento) e dei rappresentanti al 31 dicembre 2018.

Entro il 30 luglio è necessario pubblicare, in riferimento al secondo trimestre 2020, l’indicatore di tempestività dei pagamenti (art. 9 del DPCM 22 settembre 2014), l’ammontare complessivo dei debiti e il numero delle imprese creditrici.

Scade il 31 luglio la trasmissione al Ministero dell’Interno del certificato per la rendicontazione delle spese sostenute a fronte del contributo del 5 per mille dell’Irpef ricevuto nel mese di maggio 2019, se di importo superiore a 20mila euro; entro la medesima data occorre poi pubblicare le attestazioni OIV sugli adempimenti degli obblighi di pubblicazione e delle griglie di rilevazione.

Per quanto riguarda il bilancio di previsione e la verifica degli equilibri, il Decreto Semplificazioni in fase di adozione da parte del Governo in questi giorni prevede lo slittamento dal 31 luglio al 30 settembre 2020 di entrambi gli adempimenti; la proroga al 30 settembre, infine, è già operativa per la presentazione al Consiglio Comunale del Documento unico di programmazione 2021/23 (art. 107, comma 5, del DL n. 18/2020).

 

FAQ anticipazione liquidità: rapporto con l’anticipazione ex Legge bilancio 2020

Concludiamo l’analisi delle FAQ pubblicate da IFEL in merito alle anticipazioni di liquidità in corso (consultabili al seguente link: https://www.fondazioneifel.it/documenti-e-pubblicazioni/item/download/4121_c57df4705c13066e0c34f9193df310c9), occupandoci del rapporto con l’anticipazione prevista dalla Legge di bilancio 2020.

 

ANTICIPAZIONE EX LEGGE BILANCIO 2020

 

56) È possibile trasformare l’anticipazione di liquidità ottenuta nel 2020 (con restituzione a fine dicembre 2020) prevista dalla Legge di Bilancio 2020, in un’anticipazione con rimborso a 30 anni?

Con le anticipazioni l’ente può procedere al pagamento di debiti commerciali scaduti alla data del 31 dicembre 2019 e/o all’estinzione delle anticipazioni di liquidità ex legge di bilancio 2020, ossia al rimborso, totale o parziale, dell’importo in linea capitale dell’anticipazione concessa ai sensi dell’articolo 4, commi da 7-bis a 7-novies, del d.lgs. n. 2 del 2002 e già erogata al 15 giugno 2020.

 

57) È possibile inserire nella richiesta di anticipazione l’eventuale quota rimasta impagata dell’anticipazione richiesta nel 2019? si parla solo di quella del 2020…

No, l’anticipazione 2019 aveva termine di restituzione entro l’anno stesso. Cfr risposta precedente.

 

58) Nel caso in cui si utilizza solo la quota capitale dell’adl già concessa si allega l’elenco prodotto a suo tempo dalla PCC

Cfr risposta 56. Al fine di utilizzare le anticipazioni di liquidità per estinguere le anticipazioni ex legge di bilancio 2020 già ottenute, occorre semplicemente inserire l’importo per il rimborso di una richiesta di anticipazione ex legge di bilancio 2020 erogata. In particolare, occorre accedere alla sezione “Anticipazioni decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231” della funzione resa disponibile dalla PCC per richiedere le anticipazioni ed inserire, nel campo “Importo per cui chiedere il rimborso”, l’ammontare, totale o parziale, del solo importo in linea capitale dell’anticipazione di liquidità erogata, relativo a una richiesta pubblicata ai sensi dell’articolo 4, commi da 7-bis a 7-novies, del decreto legislativo n. 231/2002.

FAQ anticipazione liquidità: le risposte dell’IFEL sui debiti fuori bilancio

Anche i debiti fuori bilancio sono stati trattati nelle FAQ dell’IFEL riguardanti le anticipazioni di liquidità in corso (e consultabili al seguente link: https://www.fondazioneifel.it/documenti-e-pubblicazioni/item/download/4121_c57df4705c13066e0c34f9193df310c9) e le riportiamo a beneficio dei lettori.

 

DEBITI FUORI BILANCIO

 

48) I debiti fuori bilancio sono ammessi quando: riconosciuti al 31/12/2019 oppure possono essere anche riconosciuti adesso?

La norma prevede che l’anticipazione di liquidità per il pagamento di debiti fuori bilancio sia subordinata al relativo riconoscimento, senza vincolare l’effettuazione di quest’ultimo alla fine del 2019. Si deve quindi ritenere che detto riconoscimento possa avvenire anche nel 2020, purché prima della presentazione della domanda di anticipazione.

 

49) Noi abbiamo fatture o comunque debiti al 31 dicembre 2019 per cui ancora non è stata emessa fattura che dovranno essere riconosciuti come debiti fuori bilancio dal consiglio in questi mesi? Possiamo fare la richiesta?

Indipendentemente dalla procedura di riconoscimento, se al 31.12.2019 non vi è stata l’emissione di fattura o di documento equivalente non si può procedere con la richiesta. Si ricorda che le pubbliche amministrazioni non possono procedere ad alcun pagamento, nemmeno parziale, primo dell’invio della fattura elettronica o del documento equivalente.

 

50) Per i debiti fuori bilancio non ancora riconosciuti perché non ancora approvato il bilancio come fare?

Non è possibile richiedere l’anticipazione se non si è proceduto al riconoscimento prima della domanda di anticipazione di liquidità.

 

51) I debiti fuori bilancio riconosciuti in data anteriore al 2019 e non presenti in piattaforma possono essere finanziati con l’anticipazione di liquidità?

Tali debiti possono essere oggetto di richiesta di anticipazione se l’ente è nelle condizioni di inserirli preliminarmente in PCC. Affinché ciò sia possibile occorre che il debito sia commerciale e che l’ente disponga della fattura (anche cartacea) o del relativo documento equivalente.

 

52) I debiti fuori bilancio relativi ad atti di transazione dove non è prevista fattura possono essere inseriti?

I debiti fuori bilancio possono essere inseriti solo se di natura commerciale e previo riconoscimento prima della domanda di anticipazione di liquidità.

 

53) È possibile richiedere anticipazione per debiti fuori bilancio riconosciuti derivanti da sentenze esecutive per spese legali non pagate?

Il debito per spese legali ha natura commerciale e quindi, se al 31.12.2019 risultava certo, liquido ed esigibile, può rientrare nell’operazione.

 

54) Per i debiti anteriori al 2019 se si approvano adesso come debiti fuori bilancio e quindi con fatture emesse dopo l’approvazione da parte del Consiglio Comunale possono essere inseriti nella richiesta di anticipazione?

Le fatture emesse nel 2020, in ogni caso, non possono essere incluse nella domanda di anticipazione di liquidità.

 

55) I debiti fuori bilancio maturati al 31/12/2019 derivanti da sentenze esecutive per risarcimento danni a privati possono essere inclusi nella piattaforma crediti commerciali?

No. Si tratta di debiti non commerciali che esulano dal perimetro previsto dal dl 34/2020 per le anticipazioni di liquidità.

FAQ anticipazione liquidità: le risposte dell’IFEL per i Comuni in dissesto e pre-dissesto

 

Continuiamo l’analisi delle FAQ pubblicate da IFEL sull’anticipazione di liquidità in corso (consultabili al seguente link https://www.fondazioneifel.it/documenti-e-pubblicazioni/item/download/4121_c57df4705c13066e0c34f9193df310c9), occupandoci dell’operatività per gli Enti in dissesto e in pre-dissesto.

 

DISSESTO E PRE-DISSESTO

 

40) Se il Comune ha dichiarato il dissesto finanziario possiamo ugualmente presentare domanda di anticipazione liquidità?

Sì, ma solamente per i debiti non di competenza dell’OSL.

 

41) Per i Comuni in dissesto è possibile richiedere anticipazione anche per i debiti di competenza osl da pagare al 50%?

No. Cfr. risposta precedente.

 

42) Si possono inserire i residui debiti già inseriti nella massa passiva di un ente in dissesto finanziario? Grazie.

No. Cfr. risposta precedente.

 

43) Comune in dissesto 2018 per il 2019 può richiedere l’anticipazione anche se non ha ancora l’ipotesi di bilancio approvata?

La norma e il contratto ente-cassa non prevedono esclusioni per il caso rappresentato purché ci si riferisca alla gestione ordinaria. Si deve quindi ritenere che gli Enti in dissesto, pur senza ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, possano accedere all’anticipazione per il pagamento dei debiti non rientranti nella gestione liquidatoria del dissesto.

 

44) In caso di ente in dissesto è possibile procedere con la richiesta di anticipazione di liquidità? In caso positivo quali debiti possono essere inseriti? Inoltre, è possibile inserire solo debiti presenti sulla PCC oppure no?

È possibile, ma solamente per i debiti non di competenza dell’OSL. Occorre che i debiti siano già presenti in PCC o che siano preliminarmente inseriti a mano (fatture cartacee, documenti equivalenti) da parte dell’ente.

 

45) I debiti pregressi sono di competenza dell’OSL che provvederà a pagare (dal 40% al 60%). È facoltà dei fornitori non accettare la transazione e il debito tornerebbe in capo all’ente. come possiamo agire?

Fintanto che il debito è di competenza dell’OSL non può essere oggetto di richiesta di anticipazioni da parte dell’ente.

 

46) Gli Enti con piano di riequilibrio finanziario pluriennale, non ancora approvato dalla Corte dei Conti, possono accedere all’anticipazione di liquidità?

La norma e il contratto ente-cassa non prevedono esclusioni per il caso rappresentato. Si deve quindi ritenere che gli Enti con piano di riequilibrio pluriennale non ancora approvato dalla Corte dei Conti possano accedere all’anticipazione.

 

47) Si possono pagare debiti inseriti nel Piano di riequilibrio, se sì vanno riconosciuti prima o dopo della richiesta dell’anticipazione?

Sì, purché il riconoscimento avvenga prima della presentazione della richiesta di anticipazione di liquidità.