Anticipazione di liquidità: sottoscritta la convenzione fra MEF e CDP

Con comunicato stampa n. 116 del 1° giugno 2020, è stato reso noto che il Ministero dell’Economia e delle Finanze e la Cassa Depositi e Prestiti hanno sottoscritto la convenzione prevista dall’art. 115 del DL n. 34/2020 (c.d. Decreto Rilancio) per il pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili degli Enti locali, delle Regioni e delle Province Autonome, maturati alla data del 31 dicembre 2019, relativi a somministrazioni, forniture, appalti e a obbligazioni per prestazioni professionali.

Sono stati, altresì, approvati i “Contratti tipo” per la concessione delle relative anticipazioni di liquidità in favore degli Enti.

Le richieste delle anticipazioni, che avranno durata fino ad un massimo di trenta anni e saranno regolate ad un tasso fisso dell’1,226%, dovranno pervenire a Cassa Depositi e Prestiti nel periodo compreso tra il 15 giugno e il 7 luglio 2020.

La convenzione è consultabile al seguente link: http://www.mef.gov.it/documenti-allegati/2020/operazione-trasparenza/Convenzione-MEF-CDP.pdf

Il Decreto Rilancio dispone la sospensione dei pignoramenti

L’art 152 del Decreto Rilancio (DL 19 maggio 2020, n. 34) ha previsto la sospensione dei pignoramenti dell’agente della riscossione sulle somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonché a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di assegni di quiescenza.

In riferimento al pignoramento, la norma, prende in considerazione due archi temporali differenti.

Un primo momento è rappresentato dalle somme accantonate dal terzo, per l’effetto del pignoramento, prima del 19 maggio 2020: in questo caso, le predette somme non ritorneranno nelle disponibilità del debitore pignorato e potranno, pertanto, essere richieste dal riscossore.

Un secondo momento è caratterizzato dalle somme accantonate dal terzo per l’effetto del pignoramento dopo il 19 maggio 2020: in tale ipotesi, le suddette somme rientreranno nella disponibilità del debitore, fino al 31 agosto 2020, anche nell’ipotesi in cui, prima del 19 maggio 2020, sia stata ordinanza di assegnazione somme da parte del giudice dell’esecuzione

L’effetto della sospensione dei pignoramenti non vale solo per l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ma anche per gli agenti della riscossione che agiscono per Regioni ed EE.LL. (art. 53 del Decreto Legislativo 15 dicembre 1997, n. 446).

 

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Garanzie fideiussorie appalti: verifiche solvibilità del garante da parte del Comune

IVASS (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni), Banca d’Italia, ANAC e AGCM (Autorità garante della concorrenza e del mercato) hanno pubblicato, lo scorso 28 maggio, importanti suggerimenti per le PP.AA., utili per ridurre il rischio di accettare garanzie finanziarie non valide (il documento è integralmente consultabile sul sito dell’ANAC al seguente link: http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Comunicazione/News/GaranzieFinanziarieSuggerimentiPA.28.05.20.pdf).

Dopo le verifiche sui soggetti emittenti e sulle misure anti-contraffazione (oggetto di due precedenti articoli sul nostro sito), ci occupiamo, in questa occasione, delle verifiche relative alla solvibilità del garante, da effettuare consultando, in particolare, oltre al bilancio:

  • per le banche e gli intermediari finanziari, gli indicatori di adeguatezza patrimoniale pubblicati sul sito internet degli intermediari stessi (di norma reperibili in una sezione del sito denominata “informativa di terzo pilastro”);
  • per le compagnie di assicurazione, la Relazione sulla solvibilità e condizione finanziaria (Solvency and Financial Condition Report o SFCR) che le compagnie (sia italiane che con sede in altri Stati UE) devono pubblicare annualmente sul loro sito internet; si suggerisce di verificare l’indice di solvibilità della compagnia congiuntamente alla raccolta premi.

Negli ultimi anni diverse compagnie di assicurazione estere operanti in Italia nel settore cauzioni sono fallite o sono state poste in liquidazione e altre sono state sottoposte a misure di rigore dall’Autorità di vigilanza dello Stato membro di origine: di tutti questi provvedimenti l’IVASS dà notizia con comunicati stampa pubblicati sul proprio sito istituzionale (https://www.ivass.it/media/comunicati/index.html).

Analogamente, sul sito istituzionale della Banca d’Italia viene data evidenza, oltre che dei soggetti segnalati per garanzie rilasciate in assenza di abilitazioni e di quelli non legittimati allo svolgimento dell’attività bancaria e finanziaria in Italia, anche degli intermediari cancellati d’ufficio; in questo caso, i link consultabili sono:

Si segnala, ancora, l’opportunità di diversificare per quanto possibile il novero delle controparti garanti, evitando l’assunzione di posizioni concentrate verso singoli operatori.

Si rammenta, infine, che i meccanismi di gestione delle crisi non possono fornire forme di protezione specifica per l’eventuale inadempienza del garante e non è previsto, per i beneficiari di polizze fideiussorie, un sistema analogo ai Fondi costituiti a tutela di particolari categorie di “terzi danneggiati” (Fondo garanzia vittime della strada, Fondo garanzia vittime della caccia).

 

Illegittima la delibera che approva fuori termine tariffe e aliquote dei tributi locali

Secondo la regola generale prevista dall’art. 1, comma 169, della Legge n. 296/2006, il Comune delibera le tariffe e le aliquote relative ai tributi di competenza entro la data fissata da norme statali per la deliberazione del bilancio di previsione, con efficacia da inizio anno; conseguentemente, il mancato rispetto di detto termine rende illegittima la relativa delibera e non consente l’efficacia dal 1° gennaio dell’anno, come ribadito dal TAR Umbria, nella sent. 22 maggio 2020, n. 236, riprendendo un orientamento consolidato (cfr., ad esempio, TAR Abruzzo, Pescara, sez. I, sent. 26 febbraio 2016, n. 59; Tar Liguria, sez. II, sent. 5 febbraio 2016, n. 108).

Nell’occasione i giudici hanno anche evidenziato che non è sufficiente che la Giunta adotti entro il termine la proposta da sottoporre al Consiglio, neanche se detta proposta viene integralmente trasfusa nella delibera dell’organo consiliare: ed infatti, la competenza ad adottare la delibera in questione è di esclusiva competenza di quest’ultimo, come espressamente previsto dall’art. 42, comma 2, lett. f) del TUEL (Decreto Legislativo n. 267/2000).

 

Firma della relazione di fine mandato nel caso del Sindaco dimissionario

Nel caso di scioglimento anticipato del Consiglio per dimissioni del Sindaco, la relazione di fine mandato deve essere firmata dal Sindaco e non dal Commissario subentrante: è quanto ribadito dalla Corte dei Conti, sez. reg. contr. Calabria, nella delib. n. 95/2020/PAR del 12 maggio 2020.

I giudici contabili, riprendendo quanto già affermato dalla sez. Autonomie della Corte con la delib. n. 15/2015, hanno osservato che tale adempimento, anche nel caso di scioglimento anticipato dell’Ente, non può che spettare comunque al Sindaco (o al Presidente della Provincia), alla luce dell’art. 4 comma 3 del Decreto Legislativo n. 149/2011, secondo il quale “In caso di scioglimento anticipato del Consiglio comunale o provinciale, la sottoscrizione della relazione e la certificazione da parte degli organi di controllo interno avvengono entro quindici giorni dal provvedimento di indizione delle elezioni”. Ed infatti, tale comma deve essere posto in relazione con i precedenti, dalla lettura dei quali è facilmente desumibile che la relazione di fine mandato costituisca atto proprio del Presidente della Provincia e del Sindaco non demandabile al Commissario straordinario nominato in seguito allo scioglimento dell’organo consiliare, visto che vengono previsti in maniera precisa i termini e le modalità per l’adempimento (compresa la pubblicazione), il ruolo del Sindaco, del responsabile dell’ufficio finanziario e quello dell’organo di revisione.

Infine, è utile evidenziare che la sanzione in caso di mancato adempimento dell’obbligo di redazione e di pubblicazione nel sito istituzionale dell’ente della relazione di fine mandato sono proprio in capo al Sindaco, che subisce una decurtazione della propria indennità: si tratta di un dato di fatto che rafforza la tesi sostenuta dai giudici.