FAQ anticipazione liquidità: rapporto con l’anticipazione ex Legge bilancio 2020

Concludiamo l’analisi delle FAQ pubblicate da IFEL in merito alle anticipazioni di liquidità in corso (consultabili al seguente link: https://www.fondazioneifel.it/documenti-e-pubblicazioni/item/download/4121_c57df4705c13066e0c34f9193df310c9), occupandoci del rapporto con l’anticipazione prevista dalla Legge di bilancio 2020.

 

ANTICIPAZIONE EX LEGGE BILANCIO 2020

 

56) È possibile trasformare l’anticipazione di liquidità ottenuta nel 2020 (con restituzione a fine dicembre 2020) prevista dalla Legge di Bilancio 2020, in un’anticipazione con rimborso a 30 anni?

Con le anticipazioni l’ente può procedere al pagamento di debiti commerciali scaduti alla data del 31 dicembre 2019 e/o all’estinzione delle anticipazioni di liquidità ex legge di bilancio 2020, ossia al rimborso, totale o parziale, dell’importo in linea capitale dell’anticipazione concessa ai sensi dell’articolo 4, commi da 7-bis a 7-novies, del d.lgs. n. 2 del 2002 e già erogata al 15 giugno 2020.

 

57) È possibile inserire nella richiesta di anticipazione l’eventuale quota rimasta impagata dell’anticipazione richiesta nel 2019? si parla solo di quella del 2020…

No, l’anticipazione 2019 aveva termine di restituzione entro l’anno stesso. Cfr risposta precedente.

 

58) Nel caso in cui si utilizza solo la quota capitale dell’adl già concessa si allega l’elenco prodotto a suo tempo dalla PCC

Cfr risposta 56. Al fine di utilizzare le anticipazioni di liquidità per estinguere le anticipazioni ex legge di bilancio 2020 già ottenute, occorre semplicemente inserire l’importo per il rimborso di una richiesta di anticipazione ex legge di bilancio 2020 erogata. In particolare, occorre accedere alla sezione “Anticipazioni decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231” della funzione resa disponibile dalla PCC per richiedere le anticipazioni ed inserire, nel campo “Importo per cui chiedere il rimborso”, l’ammontare, totale o parziale, del solo importo in linea capitale dell’anticipazione di liquidità erogata, relativo a una richiesta pubblicata ai sensi dell’articolo 4, commi da 7-bis a 7-novies, del decreto legislativo n. 231/2002.

FAQ anticipazione liquidità: le risposte dell’IFEL sui debiti fuori bilancio

Anche i debiti fuori bilancio sono stati trattati nelle FAQ dell’IFEL riguardanti le anticipazioni di liquidità in corso (e consultabili al seguente link: https://www.fondazioneifel.it/documenti-e-pubblicazioni/item/download/4121_c57df4705c13066e0c34f9193df310c9) e le riportiamo a beneficio dei lettori.

 

DEBITI FUORI BILANCIO

 

48) I debiti fuori bilancio sono ammessi quando: riconosciuti al 31/12/2019 oppure possono essere anche riconosciuti adesso?

La norma prevede che l’anticipazione di liquidità per il pagamento di debiti fuori bilancio sia subordinata al relativo riconoscimento, senza vincolare l’effettuazione di quest’ultimo alla fine del 2019. Si deve quindi ritenere che detto riconoscimento possa avvenire anche nel 2020, purché prima della presentazione della domanda di anticipazione.

 

49) Noi abbiamo fatture o comunque debiti al 31 dicembre 2019 per cui ancora non è stata emessa fattura che dovranno essere riconosciuti come debiti fuori bilancio dal consiglio in questi mesi? Possiamo fare la richiesta?

Indipendentemente dalla procedura di riconoscimento, se al 31.12.2019 non vi è stata l’emissione di fattura o di documento equivalente non si può procedere con la richiesta. Si ricorda che le pubbliche amministrazioni non possono procedere ad alcun pagamento, nemmeno parziale, primo dell’invio della fattura elettronica o del documento equivalente.

 

50) Per i debiti fuori bilancio non ancora riconosciuti perché non ancora approvato il bilancio come fare?

Non è possibile richiedere l’anticipazione se non si è proceduto al riconoscimento prima della domanda di anticipazione di liquidità.

 

51) I debiti fuori bilancio riconosciuti in data anteriore al 2019 e non presenti in piattaforma possono essere finanziati con l’anticipazione di liquidità?

Tali debiti possono essere oggetto di richiesta di anticipazione se l’ente è nelle condizioni di inserirli preliminarmente in PCC. Affinché ciò sia possibile occorre che il debito sia commerciale e che l’ente disponga della fattura (anche cartacea) o del relativo documento equivalente.

 

52) I debiti fuori bilancio relativi ad atti di transazione dove non è prevista fattura possono essere inseriti?

I debiti fuori bilancio possono essere inseriti solo se di natura commerciale e previo riconoscimento prima della domanda di anticipazione di liquidità.

 

53) È possibile richiedere anticipazione per debiti fuori bilancio riconosciuti derivanti da sentenze esecutive per spese legali non pagate?

Il debito per spese legali ha natura commerciale e quindi, se al 31.12.2019 risultava certo, liquido ed esigibile, può rientrare nell’operazione.

 

54) Per i debiti anteriori al 2019 se si approvano adesso come debiti fuori bilancio e quindi con fatture emesse dopo l’approvazione da parte del Consiglio Comunale possono essere inseriti nella richiesta di anticipazione?

Le fatture emesse nel 2020, in ogni caso, non possono essere incluse nella domanda di anticipazione di liquidità.

 

55) I debiti fuori bilancio maturati al 31/12/2019 derivanti da sentenze esecutive per risarcimento danni a privati possono essere inclusi nella piattaforma crediti commerciali?

No. Si tratta di debiti non commerciali che esulano dal perimetro previsto dal dl 34/2020 per le anticipazioni di liquidità.

FAQ anticipazione liquidità: le risposte dell’IFEL per i Comuni in dissesto e pre-dissesto

 

Continuiamo l’analisi delle FAQ pubblicate da IFEL sull’anticipazione di liquidità in corso (consultabili al seguente link https://www.fondazioneifel.it/documenti-e-pubblicazioni/item/download/4121_c57df4705c13066e0c34f9193df310c9), occupandoci dell’operatività per gli Enti in dissesto e in pre-dissesto.

 

DISSESTO E PRE-DISSESTO

 

40) Se il Comune ha dichiarato il dissesto finanziario possiamo ugualmente presentare domanda di anticipazione liquidità?

Sì, ma solamente per i debiti non di competenza dell’OSL.

 

41) Per i Comuni in dissesto è possibile richiedere anticipazione anche per i debiti di competenza osl da pagare al 50%?

No. Cfr. risposta precedente.

 

42) Si possono inserire i residui debiti già inseriti nella massa passiva di un ente in dissesto finanziario? Grazie.

No. Cfr. risposta precedente.

 

43) Comune in dissesto 2018 per il 2019 può richiedere l’anticipazione anche se non ha ancora l’ipotesi di bilancio approvata?

La norma e il contratto ente-cassa non prevedono esclusioni per il caso rappresentato purché ci si riferisca alla gestione ordinaria. Si deve quindi ritenere che gli Enti in dissesto, pur senza ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, possano accedere all’anticipazione per il pagamento dei debiti non rientranti nella gestione liquidatoria del dissesto.

 

44) In caso di ente in dissesto è possibile procedere con la richiesta di anticipazione di liquidità? In caso positivo quali debiti possono essere inseriti? Inoltre, è possibile inserire solo debiti presenti sulla PCC oppure no?

È possibile, ma solamente per i debiti non di competenza dell’OSL. Occorre che i debiti siano già presenti in PCC o che siano preliminarmente inseriti a mano (fatture cartacee, documenti equivalenti) da parte dell’ente.

 

45) I debiti pregressi sono di competenza dell’OSL che provvederà a pagare (dal 40% al 60%). È facoltà dei fornitori non accettare la transazione e il debito tornerebbe in capo all’ente. come possiamo agire?

Fintanto che il debito è di competenza dell’OSL non può essere oggetto di richiesta di anticipazioni da parte dell’ente.

 

46) Gli Enti con piano di riequilibrio finanziario pluriennale, non ancora approvato dalla Corte dei Conti, possono accedere all’anticipazione di liquidità?

La norma e il contratto ente-cassa non prevedono esclusioni per il caso rappresentato. Si deve quindi ritenere che gli Enti con piano di riequilibrio pluriennale non ancora approvato dalla Corte dei Conti possano accedere all’anticipazione.

 

47) Si possono pagare debiti inseriti nel Piano di riequilibrio, se sì vanno riconosciuti prima o dopo della richiesta dell’anticipazione?

Sì, purché il riconoscimento avvenga prima della presentazione della richiesta di anticipazione di liquidità.

FAQ anticipazione liquidità: le risposte dell’IFEL sui debiti in PCC

Proseguendo nell’analisi delle FAQ che l’IFEL ha pubblicato  in relazione all’ anticipazione di liquidità in corso e consultabili al seguente link https://www.fondazioneifel.it/documenti-e-pubblicazioni/item/download/4121_c57df4705c13066e0c34f9193df310c9, ci occupiamo adesso di quelle relative ai debiti in PCC.

 

DEBITI IN PCC

 

14) Debiti maturati al 31.12.2019 ma non inseriti in piattaforma perché non hanno fattura elettronica possono essere inseriti?

Sì, previo inserimento in PCC della fattura (cartacea) o del documento equivalente corrispondente e purché il debito sia commerciale.

Al riguardo si ricorda che la PCC acquisisce automaticamente i dati delle fatture elettroniche dal Sistema di Interscambio e che per le cd fatture analogiche (precedenti all’obbligo di fatturazione elettronica) e per i documenti equivalenti, anche anteriori al 2014, l’ente provvede al caricamento in piattaforma.

Una volta caricati, i documenti saranno visualizzati e selezionabili per la compilazione della dichiarazione se la data di ricezione specificata nel sistema PCC all’atto dell’inserimento è non successiva al 31.12.2019. Si ricorda che se l’inserimento è avvenuto con la modalità online è necessario valorizzare la data di ricezione attraverso la funzione “Fatture/Ricezione fatture”; per le fatture caricate in PCC tramite caricamento massivo, è necessario compilare la sezione “data ricezione” del modello 002.

 

15) Per fatture non inserite in PCC perché precedenti ad attivazione di piattaforma elettronica ed oggi, dopo decenni, riconosciute come debito fuori bilancio vi è possibilità di soluzione per richiesta di anticipazione?

Cfr. risposta precedente. Si consideri anche che il sistema PCC consente l’immissione dei dati riferiti a fatture emesse prima del 1° luglio 2014.

 

16) Ma i debiti in PCC possono essere selezionati?

Sì. Attraverso la funzione di compilazione della Dichiarazione PCC dei debiti, messa a disposizione dalla piattaforma e necessaria alla richiesta di anticipazione di liquidità, l’ente locale può selezionare, all’interno dell’elenco delle fatture che concorrono ai debiti commerciali certi liquidi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre 2019, la lista delle fatture per le quali intende chiedere l’anticipazione.

 

17) Si possono inserire debiti non presenti in PCC?

Possono essere oggetto di richiesta di anticipazione i debiti commerciali presenti in PCC. L’ente in possesso di una fattura (cartacea) o di un documento equivalente non presente in PCC può inserirla in piattaforma e includere il debito corrispondente nella richiesta di anticipazione.

 

18) È possibile aderire all’Anticipazione di Liquidità nel caso in cui il Comune non abbia provveduto ad allineare la PCC?

Qualora vi siano disallineamenti fra le registrazioni contabili e le informazioni registrate in PCC, il Comune può procedere alla richiesta di anticipazione previa operazione di allineamento, almeno con riguardo al debito/fatture che intende selezionare ed includere nella Dichiarazione PCC dei debiti.

Si ricorda che l’ente è tenuto ad allineare i dati di PCC con quanto risulta nella propria contabilità e che, in ogni caso, CDP verificherà l’avvenuto pagamento delle fatture attraverso le informazioni registrate in PCC.

Per l’allineamento valgono le seguenti informazioni:

– per le fatture emesse e pagate al 31/12/2017 è possibile utilizzare la procedura massiva semplificata, compilando il Modello 003 ed inserendo nella colonna “Azione” la sigla CMP, con cui non occorre specificare i dati del pagamento per le singole fatture;

– per le fatture successive occorrerà registrare il pagamento secondo le consuete modalità PCC.

Per gli enti in regime SIOPE+ è importante che gli enti verifichino con la propria software-house le cause di mancato allineamento automatico. In ogni caso, qualora non fosse possibile effettuare una variazione dei mandati, bisognerà attivare la funzione di eccezione delle registrazioni dei pagamenti e successivamente registrare i pagamenti sulle fatture.

 

19) Il Dl 35/2013 permetteva di inserire anche alla data del 31 dicembre 2012, ovvero dei debiti per i quali sia stata emessa fattura o richiesta equivalente, quindi non necessariamente presenti in PCC.

Il dl Rilancio, a differenza del dl 35/2013 che non parlava espressamente di debiti commerciali, individua con chiarezza i debiti che gli enti beneficiari possono pagare utilizzando le anticipazioni di liquidità. Si tratta dei “debiti certi liquidi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre 2019, relativi a somministrazioni, forniture, appalti e a obbligazioni per prestazioni professionali”. Si segnala che la piattaforma dei crediti commerciali – nata nel 2012 come strumento per la certificazione dei crediti commerciali vantati nei confronti degli enti (dl n. 35/2013) – ha assunto la funzione di piattaforma per il monitoraggio dei debiti commerciali della PA soltanto a partire dal 1° luglio 2014 (dl n. 66/2014). In ogni caso, si ricorda che la PCC acquisisce automaticamente i dati delle fatture elettroniche dal Sistema di Interscambio e che per le fatture cartacee e per i documenti equivalenti sussiste in capo all’ente l’obbligo di caricamento in piattaforma qualora non abbia provveduto il creditore.

 

20) Non tutte le fatture presenti in PCC rappresentano un credito certo liquido ed esigibile, perciò è possibile modificare l’elenco della PCC?

Attraverso la Dichiarazione PCC dei debiti, necessaria per richiedere l’anticipazione di liquidità, l’ente locale può selezionare la lista delle fatture che intende pagare con l’anticipazione. All’ente è consentito selezionare fra le fatture non chiuse e ricevute entro il 2019 quelle che si intende pagare con le anticipazioni in questione. Più precisamente, l’ente, all’atto della selezione delle fatture, avrà visibilità delle sole fatture caratterizzate dallo stato “In Lavorazione” e “Ricevuta” e con data di ricezione non successiva al 31/12/2019, con esclusione delle note di credito. Non sono inoltre selezionabili le fatture inserite in una richiesta di anticipazione già erogata relativa al D.Lgs. n.231/2002.

 

21) In realtà dalla bonifica della PCC ho notato che neppure SIOPE+ ha migliorato la situazione, in quanto risultano dei mandati da noi pagati ma che in PCC risultano non pagati… mah!!

Le suggeriamo di verificare, eventualmente tramite un approfondimento specifico (siopelus@fondazioneifel.it; pcc@fondazioneifel.it), le motivazioni del mancato aggiornamento automatico che in molti casi si risolvono attivando anche la software-house.

In generale, per l’allineamento valgono le seguenti informazioni:

– per le fatture emesse e pagate al 31/12/2017 è possibile utilizzare la procedura massiva semplificata, compilando il Modello 003 ed inserendo nella colonna “Azione” la sigla CMP, con cui non occorre specificare i dati del pagamento per le singole fatture;

– per le fatture successive occorrerà registrare il pagamento secondo le consuete modalità PCC.

Per gli enti in regime SIOPE+ è importante che gli enti verifichino con la propria software-house le cause di mancato allineamento automatico. In ogni caso, qualora non fosse possibile effettuare una variazione dei mandati, bisognerà attivare la funzione di eccezione delle registrazioni dei pagamenti e successivamente registrare i pagamenti sulle fatture.

FAQ anticipazione liquidità: le risposte dell’IFEL sui debiti verso altri enti

Continuiamo ad analizzare le FAQ che IFEL ha pubblicato in merito all’anticipazione di liquidità in corso (e consultabili al seguente link: https://www.fondazioneifel.it/documenti-e-pubblicazioni/item/download/4121_c57df4705c13066e0c34f9193df310c9), ci occupiamo adesso di quelle relative ai debiti verso altri enti.

 

DEBITI VERSO ALTRI ENTI

 

22) Buongiorno a tutti, volevo chiedere se tra i debiti è possibile inserire anche quelli verso altri enti e come inserirli nella sezione della PCC relativa alla richiesta.

Il dl Rilancio circoscrive i debiti per i quali è possibile richiedere l’anticipazione senza introdurre specificazioni rispetto al soggetto creditore. Si deve quindi ritenere che non è escluso dall’operazione il debito verso altri enti purché: 1) di natura commerciale; 2) certo liquido ed esigibile al 31.12.2019; 3) presente o caricabile in PCC.

Nel caso di debito non presente in piattaforma, l’ente dovrà preliminarmente inserire in PCC le informazioni della fattura cartacea o del documento equivalente.

 

23) Molti Comuni hanno difficoltà a sanare i debiti nei confronti della Regione per il servizio di gestione rifiuti.

Cfr risposta alla domanda precedente.

 

24) Vorrei sapere se al fine del calcolo dei debiti possono essere contabilizzati anche i debiti nei confronti della regione dove non esistono fatture in atti ma corrispondenza di richiesta di liquidazione.

Cfr risposta alla domanda 22.

 

25) Buongiorno, volevo chiedere se l’anticipazione può essere utilizzata per debiti nei confronti di una società partecipata rifiuti. Si tratta di debiti derivanti dal contratto di servizio fra ato e comune. inserimento può avvenire con una richiesta di pagamento

Occorre che sia verificata la natura commerciale del debito e che il pagamento sia stato richiesto con fattura o con documento equivalente.

 

26) Il Comune è socio dell’ATO Ambiente. possono essere pagati i debiti verso la partecipata, che provvederà a pagare i propri fornitori?

Sì, previa verifica della natura commerciale del debito, dell’esigibilità a fine 2019 e che la richiesta di pagamento sia avvenuta con fattura o documento equivalente.

FAQ anticipazione liquidità: le risposte dell’IFEL sui debiti certi, liquidi ed esigibili

Le FAQ che l’IFEL ha pubblicato  in relazione all’anticipazione di liquidità in corso (e consultabili al seguente link https://www.fondazioneifel.it/documenti-e-pubblicazioni/item/download/4121_c57df4705c13066e0c34f9193df310c9) affrontano anche i debiti certi liquidi ed esigibili al 31.12.2019.

 

DEBITI CERTI, LIQUIDI ED ESIGIBILI

 

27) Si è parlato di debiti maturati nel 2019 quindi si possono comprendere le fatture emesse nel 2020 per impegni di spesa del 2019?

No. Con le anticipazioni di liquidità gli enti locali possono far fronte ai pagamenti dei debiti certi liquidi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre 2019. Più precisamente, l’ente, potrà selezione il debito per cui richiedere l’anticipazione fra le sole fatture che in PCC risultano caratterizzate dallo stato “In Lavorazione” e “Ricevuta”, con esclusione delle note di credito, e con data di ricezione non successiva al 31/12/2019.

 

28) Io vorrei una specifica sui debiti maturati. Cioè anche se sono debiti fuori bilancio per servizi non ancora riconosciuti ma maturati si possono inserire? Naturalmente riconoscendoli come debiti fuori bilancio. Noi siamo in gestione provvisoria

L’anticipazione di liquidità per il pagamento di debiti fuori bilancio è subordinata al relativo riconoscimento entro la data di presentazione dell’anticipazione. Inoltre, i debiti devono essere commerciali, certi liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre 2019 e le fatture devono essere presenti in PCC.

 

29) Vorrei un chiarimento. Trattasi di crediti certi, liquidi ed esigibili al 31.12.2019, oppure di crediti maturati entro la predetta data anche se esigibili successivamente, ad esempio nei primi mesi di gennaio 2020?

Trattasi di debiti certi liquidi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre 2019 relativi a somministrazioni, forniture, appalti e a obbligazioni per prestazioni professionali. Il debito per cui richiedere l’anticipazione è selezionabile fra le sole fatture che in PCC risultano caratterizzate dallo stato “In Lavorazione” e “Ricevuta”, con esclusione delle note di credito, e con data di ricezione non successiva al 31/12/2019.

 

30) È possibile inserire fatture ricevute nel 2020 per debiti maturati al 31/12/2019?

No. Con le anticipazioni di liquidità gli enti locali possono far fronte ai pagamenti dei debiti certi liquidi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre 2019. Se una fattura è emessa nel 2020, il debito corrispondente maturerà in data successiva al 31 dicembre 2019.

 

31) Le fatture caricate in piattaforma nel 2020 per debiti relativi al 31.12.2019 possono essere inserite nella richiesta?

Possono essere inserite nella richiesta le fatture o documenti equivalenti ricevute fino al 2019 anche se inserite in PCC nel 2020 dall’ente.

Non possono essere inserite nella richiesta le fatture ricevute nel 2020.

 

32) Vorrei sapere se le fatture pervenute nel 2020 e relative al 2019 si possono pagare con ADL

No, non possono essere inserite le fatture ricevute nel 2020.

 

33) Vorrei sapere se possono essere pagate fatture per lavori pubblici presentate all’ente nell’anno 2016 per le quali si è in attesa del contributo regionale.

Sì. Il finanziamento non rileva ai fini dell’erogazione dell’anticipazione.

 

34) Posso includere nell’anticipazione crediti certi, liquidi ed esigibili al 31.12.2019 (coperti con atti 2019) che le imprese chiedono di certificare nel 2020?

Sì, non vi sono motivi per escludere tali somme purché siano state ricevute le fatture (o i documenti equivalenti) entro il 31.12.2019.

 

35) Il dubbio è se i crediti devono essere anche SCADUTI al 31.12.2019 o possono avere anche scadenza successiva

Occorre che i debiti siano commerciali e certi, liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre 2019. Precisamente, il debito per cui richiedere l’anticipazione è selezionabile fra le sole fatture che in PCC risultano caratterizzate dallo stato “In Lavorazione” e “Ricevuta”, con esclusione delle note di credito, e con data di ricezione non successiva al 31/12/2019.

 

36) Possono rientrare nell’elenco anche le fatture finanziate da contributi ministeriali di parte corrente?

Sì. Si suggerisce di verificare la presenza delle fatture in questione in PCC e, in caso contrario, di inserirle. Il finanziamento non rileva ai fini dell’erogazione dell’anticipazione.

 

37) È possibile (per un ente in esercizio provvisorio) intervenire a modificare le coperture previste in bilancio per i debiti al 31.12.19, così da poter recuperare anche somme ulteriori?

Le variazioni al bilancio in esercizio provvisorio sono quelle consentite dall’art. 175 del TUEL e dai vigenti principi contabili. L’eventuale riconoscimento dei debiti fuori bilancio ex art. 194 del TUEL deve avvenire entro la data di presentazione della domanda di anticipazione e le fatture devono essere presenti nella piattaforma dei crediti commerciali alla data del 31/12/2019.

 

38) Può essere inserito un debito riconosciuto dal giudice a seguito di atto ingiuntivo di pagamento?

Sì, a patto che si tratti di un debito commerciale e che le corrispondenti fatture siano ante 31 dicembre 2019. Se si tratta di debiti fuori bilancio, il riconoscimento deve avvenire entro la data di presentazione della domanda.

 

39) Si può richiedere l’anticipazione solo per fatture coperte da somme iscritte a residuo oppure si può coprirle con la competenza 2020?

L’iscrizione a bilancio in annualità successiva alla data di ricezione della fattura non è una condizione preclusiva per l’accesso all’anticipazione. Se la somma in questione è un debito fuori bilancio, il riconoscimento deve essere antecedente alla data di presentazione dell’anticipazione.

FAQ anticipazione liquidità: le risposte dell’IFEL sui debiti commerciali

Proseguendo nell’analisi delle FAQ che l’IFEL ha pubblicato  in relazione all’anticipazione di liquidità in corso (consultabili al seguente link: https://www.fondazioneifel.it/documenti-e-pubblicazioni/item/download/4121_c57df4705c13066e0c34f9193df310c9), riportiamo quelle relative ai debiti commerciali.

 

DEBITI COMMERCIALI

 

7) Si possono inserire fatture commerciali che il fornitore ha ceduto pro soluto al cessionario (istituto di credito)?

Possono essere incluse nella dichiarazione PCC. L’ente locale, peraltro, non dovrebbe eseguire alcuna operazione manuale sulla piattaforma: ordinerà il pagamento attraverso SIOPE+, specificando il codice fiscale dell’istituto di credito e la PCC registrerà come nuovo beneficiario il cessionario in luogo del cedente che aveva Sì, non essendo previste esplicite esclusioni, si deve ritenere che tali fatture commerciali emesso la fattura.

 

8) Per debiti verso i professionisti (es. avvocati), che non sono tenuti all’emissione preventiva della fatturazione, è possibile inserirli con una modalità diversa?

I documenti che possono essere caricati direttamente nel sistema PCC, oltre alle fatture cartacee ricevute a suo tempo, sono i documenti cd “equivalenti”. Si ricorda che, nei confronti delle PP.AA., la fatturazione elettronica è obbligatoria dal 2015 per tutti i soggetti residenti o stabiliti in Italia che effettuano cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate, salvo alcuni casi di esonero. In particolare, anche gli avvocati in regime forfettario, dal 2015, sono tenuti ad emettere fattura elettronica verso la PA.

 

9) La domanda di anticipazione di liquidità può essere attivata anche per crediti non commerciali? (esempio: Restituzione ad altro ente di somme dovute per personale in convenzione)

No. Il dl Rilancio individua con chiarezza i debiti che gli enti beneficiari possono pagare utilizzando le anticipazioni di liquidità. Si tratta dei “debiti certi liquidi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre 2019, relativi a somministrazioni, forniture, appalti e a obbligazioni per prestazioni professionali”.

 

10) È possibile comprendere nella richiesta di anticipazione la quota capitale residua di una precedente anticipazione di liquidità per debiti della P.A. (ex D.L.35/2013)?

No, la norma prevede che le anticipazioni erogate in favore degli enti locali siano destinate al pagamento di debiti commerciali scaduti alla data del 31 dicembre 2019 e/o all’estinzione delle anticipazioni di liquidità ex legge di bilancio 2020 (rimborso, totale o parziale, dell’importo in linea capitale).

 

11) Rientrano tra i debiti anche il saldo debitorio al 31.12.2019 nei confronti del Tesoriere per l’anticipazione di cassa non restituita noi abbiamo avuto un’anticipazione dalla banca lo possiamo inserire si potrebbe chiarire per i debiti fuori bilancio non ancora riconosciuti

No, le anticipazioni di tesoreria, di natura finanziaria, non rientrano nel perimetro dei debiti individuato dal dl rilancio che parla di “debiti certi liquidi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre 2019, relativi a somministrazioni, forniture, appalti e a obbligazioni per prestazioni professionali”.

 

12) Possono essere inserite nell’anticipazione le spese che l’Ente ha assunto a proprio carico per l’utilizzo di un segretario comunale in convenzione?

No, trattasi di debito non commerciale per il quale non è possibile richiedere l’anticipazione.

 

13) Bisogna considerare solo i debiti presenti in PCC? Quindi le indennità di esproprio non vanno considerate?

Se a fronte dell’indennità di esproprio, il soggetto espropriato ha emesso fattura (entro il 31.12.2019), questa può essere inclusa nella richiesta dell’anticipazione di liquidità.

FAQ anticipazione liquidità: le risposte dell’IFEL su procedura, tempi e modalità operative

L’IFEL ha pubblicato una serie di FAQ sull’anticipazione di liquidità in corso, consultabili al seguente link: https://www.fondazioneifel.it/documenti-e-pubblicazioni/item/download/4121_c57df4705c13066e0c34f9193df310c9; riportiamo le risposte a beneficio dei nostri lettori.

 

PROCEDURA, TEMPI E MODALITÀ OPERATIVE

 

1) Si può chiedere una anticipazione per un importo inferiore al debito commerciale al 31/12/2019?

Sì. Attraverso la funzione di compilazione della Dichiarazione PCC, messa a disposizione dalla piattaforma e necessaria alla richiesta di anticipazione di liquidità, l’ente locale può selezionare, all’interno dell’elenco delle fatture che concorrono ai debiti commerciali certi liquidi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre 2019, la lista delle fatture per le quali chiedere l’anticipazione.

 

2) Si può procedere al pagamento dei debiti al 31/12/2019 successivamente all’invio della domanda di anticipazione e prima di ricevere l’erogazione?

La norma non esclude questa possibilità. Si invitano gli enti a verificare quanto si dichiara nel contratto, in cui si attesta la veridicità delle dichiarazioni.

 

3) Il pagamento ai fornitori pertanto viene effettuato solo dopo il 15 ottobre?

Cfr. risposta precedente.

 

4)Vi è una soluzione per quelle fatture di cui le ditte creditrice chiedono il pagamento in tempi brevi senza aspettare la tempistica prevista per l’incasso dell’anticipazione? Come affrontare la situazione dei creditori che non vogliono aspettare?

Cfr. risposta 2.

 

5)Buongiorno, l’operazione richiede il parere dell’organo di revisione?

Non è necessario il parere dell’organo di revisione. L’organo di revisione deve verificare la corretta contabilizzazione delle anticipazioni di liquidità nell’esercizio di incasso, l’accantonamento nel risultato di amministrazione e la rilevazione della quota dispesa in tutti gli anni di ammortamento dell’anticipazione. Il dl Rilancio, infatti, prescrive, con riferimento alla richiesta, che l’ente presenti alla Cassa depositi e prestiti “la richiesta di anticipazione sottoscritta dal rappresentante legale e corredata dall’attestazione di copertura finanziaria delle spese concernenti il rimborso delle rate di ammortamento, verificata dall’organo di controllo di regolarità amministrativa e contabile”.

 

6) Qual è l’importo massimo dell’anticipazione che si può richiedere?

Per le anticipazioni destinate al pagamento di debiti commerciali, l’importo massimo che si può richiedere è pari all’ammontare dei debiti commerciali certi, liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre 2019 come rappresentati nel sistema PCC.

Per le “Anticipazioni decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231” destinate al rimborso dell’importo in linea capitale dell’anticipazione concessa ai sensi dell’articolo 4, commi da 7-bisa 7-novies, del d.lgs. n. 2 del 2002 e già erogata al 15 giugno 2020, l’importo che si può richiedere deve essere uguale o inferiore a quello indicato con la precedente dichiarazione.

 

Obbligatorio l’accantonamento in caso di perdita di esercizio della partecipata

L’art. 21 del Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica (Decreto Legislativo 19 agosto 2016, n. 175) prevede che, qualora un organismo partecipato presenti un risultato di esercizio negativo che non venga immediatamente ripianato, l’Ente locale partecipante è tenuto ad accantonare, in misura proporzionale alla quota di partecipazione, l’importo corrispondente in apposito fondo vincolato del bilancio di previsione dell’anno successivo.

Come evidenziato dalla Corte dei conti, sez. reg. di controllo per il Piemonte nella delib. n. 70/2020/PRSE, viene creata una relazione diretta tra le perdite registrate dagli organismi partecipati e la consequenziale contrazione degli spazi di spesa effettiva disponibili per gli enti proprietari a preventivo, con l’obiettivo di una maggiore responsabilizzazione degli enti locali nel perseguimento della sana gestione degli organismi partecipati.

Secondo la giurisprudenza contabile, “il meccanismo dell’accantonamento risponde all’esigenza di consentire una costante verifica delle possibili ricadute delle gestioni esternalizzate sui bilanci degli enti locali e si pone quindi nell’ottica dalla salvaguardia degli equilibri finanziari presenti e futuri degli enti stessi. Le citate disposizioni prevedono anche che le somme accantonate nel fondo vincolato in questione tornino nuovamente nella disponibilità dell’ente partecipante (e possano cioè essere destinate alla copertura di spese effettive) qualora il medesimo ripiani le perdite di esercizio o dismetta la partecipazione, oppure il soggetto partecipato sia posto in liquidazione. Lo stesso effetto si realizza ove le perdite conseguite in esercizi precedenti siano ripianate dagli stessi soggetti partecipati, cioè siano riassorbite attraverso la gestione successiva” (sez. Liguria, delib. n. 24/2017/PAR).

Pur in presenza degli accantonamenti in argomento, il “soccorso finanziario” nei confronti degli organismi partecipati è comunque del tutto precluso in presenza di reiterate perdite di esercizio (art. 14, comma 5, del Decreto Legislativo n. 175/2016).

 

Degustazioni con il CRAL dipendenti comunali: non sono spese di rappresentanza

Il costo di una degustazione di prodotti tipici in occasione dell’ospitalità a rappresentanti del CRAL dei dipendenti comunali, al fine di promuovere detti prodotti, non può considerarsi una spesa di rappresentanza: è quanto affermato dalla Corte dei conti, sez. reg. contr. Piemonte, nella delib. n 70/2020/PRSE, depositata lo scorso 23 giugno.

Secondo i giudici, infatti, per potersi giustificare una spesa a titolo di rappresentanza deve sussistere lo stretto legame con i fini istituzionali dell’ente e con la necessità del medesimo di accrescerne il prestigio verso l’esterno o ad intrattenere necessarie pubbliche relazioni con soggetti rappresentativi di altre istituzioni.

Già la definizione delle spese di rappresentanza, quali spese effettuate allo scopo di promuovere l’immagine o l’azione dell’ente pubblico, consente di ricavare il loro principale requisito: lo scopo, appunto, di promozione dell’immagine o dell’attività dell’ente.

Inoltre, le spese di rappresentanza devono possedere il crisma dell’ufficialità, nel senso che devono finanziare manifestazioni della pubblica amministrazione idonee ad attrarre l’attenzione di ambienti qualificati o dei cittadini amministrati, al fine di ricavare i vantaggi correlati alla conoscenza dell’attività amministrativa (ex multis, Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per la Lombardia, deliberazione 5 novembre 2012, n. 466).

Ne consegue che tutte le spese effettuate non a fini promozionali (ad esempio, spese di ristoro a beneficio degli organi collegiali dell’ente, in occasione delle riunioni istituzionali dello stesso), oppure aventi lo scopo di promuovere non tanto l’ente, quanto i singoli amministratori, non rientrano in tale categoria (è il caso degli opuscoli informativi finalizzati più a fornire un’immagine positiva del Sindaco, che a pubblicizzare l’attività dell’ente o i servizi offerti alla cittadinanza, in quanto piuttosto connessi con l’attività politica).

Le spese di rappresentanza devono necessariamente inerire ai fini istituzionali dell’ente pubblico, in quanto, in caso contrario, non sarebbero in ogni caso giustificate e, se sostenute, integrerebbero un danno all’erario: quindi, necessità dell’esposizione, caso per caso, dell’interesse istituzionale perseguito, della dimostrazione del rapporto tra l’attività dell’ente e la spesa, della necessaria rigorosa giustificazione e documentazione nonché della rendicontazione in modo analitico con dimostrazione documentale del rapporto tra natura delle erogazioni e le circostanze che le hanno originate, non essendo sufficiente una mera esposizione delle stesse, senza alcun riferimento temporale o modale.