Partecipazioni: proroga al 29 luglio per la comunicazione dei dati relativi al 2018

È stato prorogato al 29 luglio il termine per l’acquisizione dei provvedimenti di revisione periodica delle partecipazioni pubbliche e il censimento delle partecipazioni e dei rappresentanti al 31/12/2018: lo ha reso noto il MEF con avviso del 17 luglio (consultabile al seguente link: https://portaletesoro.mef.gov.it/it/singlenewspublic.wp;jsessionid=x1d0fRJc1Y47MSjqd3LZJ9vSwfL3vw0fMYp2xKlFZ0V8MnRbtdkM!-1433568895?contentId=NWS199).

Ricordiamo che l’adempimento è da effettuarsi tramite il portale istituzionale Servizi Online del Portale Tesoro (https://portaletesoro.mef.gov.it) ed è obbligatoriamente previsto dall’art. 20 del Decreto Legislativo 19 agosto 2016, n. 175 – Testo Unico in materia di società a partecipazione pubblica (TUSP).

Sussiste l’obbligo di comunicare anche l’assenza di partecipazioni, prestando esplicita dichiarazione da inoltrare attraverso l’applicativo.

 

Enti in riequilibrio e partecipate: le indicazioni della Corte dei conti

L’ente locale in stato di riequilibrio finanziario pluriennale è tenuto, ancor più rispetto agli altri enti, ad attuare ogni azione volta a garantire una governance effettiva su tutte le proprie partecipate: è il principio espresso dalla Corte dei conti, sez. reg. di controllo per la Sicilia, nella recente delib. n. 102/2020/PRSP.

Secondo i giudici, perciò, è fondamentale che l’ente intervenga prontamente dinanzi alle carenze di flussi informativi, ascrivibili alle partecipate, che non consentono di adempiere i pertinenti obblighi legali di verifica, stigmatizzando tale comportamento omissivo.

Ed infatti, la necessità di intervento è desumibile sia dalle norme più datate contenute nel TUEL e nel D.lgs. n. 118/2011 (volte ad imporre ad ogni ente locale, a salvaguardia dei propri equilibri finanziari, di attivare un sistema di controllo, con acquisizione di dati certi ed asseverati da parte degli organi di revisione delle partecipate), sia dal regime contenuto nel T.U. in materia di società a partecipazione pubblica, di cui al D.lgs. n. 175 del 2016 e s.m.i., diretto a rafforzare la tutela degli interessi sottesi.

 

Decreto Semplificazioni: novità sul termine per la delibera del piano di riequilibrio

È stato pubblicato sulla G.U. n. 178 del 16 luglio il Decreto Semplificazioni (DL 16 luglio 2020, n. 76).

Tra le norme di maggior interesse per gli EE.LL. segnaliamo l’art. 17, rubricato Stabilità finanziaria degli enti locali.

In particolare, in ragione dell’emergenza epidemiologica in atto, il comma 1 della citata disposizione prevede che il termine perentorio per la delibera consiliare di adozione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale ex art. 243 bis comma 5 del TUEL (Decreto Legislativo n. 267/2000) è fissato al 30 settembre 2020 se la scadenza “ordinaria” dei 90 giorni (decorrenti dalla data di esecutività della delibera di ricorso al piano) si verifica prima di tale data. In pratica, tutti gli enti che hanno deliberato il ricorso al piano prima del 2 luglio 2020 avranno, quale scadenza per deliberare il piano, il 30 settembre 2020.

Inoltre, il medesimo comma dispone la rimessione nei termini dei Comuni per i quali il termine di 90 giorni è scaduto alla data del 30 giugno 2020, per effetto del rinvio operato ai sensi dell’art. 107, comma 7, del Decreto Cura Italia (decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27) ovvero è scaduto fra il 30 giugno 2020 ed il 16 luglio 2020.

La retribuzione di risultato richiede la dimostrazione del raggiungimento degli obiettivi

La retribuzione di risultato è correlata all’effettivo raggiungimento, anche sotto il profilo qualitativo,degli obiettivi preventivamente determinati, con la conseguenza che è da escludere che il dirigente abbia diritto alla retribuzione di risultato per il solo fatto di aver svolto funzioni dirigenziali in assenza della dimostrazione, vagliata dal competente ufficio dell’ente, dell’effettivo raggiungimento degli obiettivi ad essa correlati: è il principio espresso dalla Corte dei conti, sez. reg. di controllo per l’Emilia-Romagna, nella recente deliberazione n. 46/2020/PAR.

L’indennità di risultato è, infatti, una componente della retribuzione volta a remunerare la prestazione lavorativa in funzione dei risultati raggiunti; i criteri per la sua erogazione devono, quindi, essere determinati preventivamente, così come preventivamente devono essere fissati gli obiettivi, dal raggiungimento dei quali deriva inderogabilmente la corresponsione della retribuzione di risultato.

In assenza di una reale predeterminazione degli obiettivi, che devono essere diversi e ulteriori da quelli riconducibili all’ordinaria attività dirigenziale, nonché a quelli genericamente riferibili ai compiti istituzionali dell’Ente, l’Amministrazione non può riconoscere e, quindi, erogare alcuna indennità di risultato, poiché in tal caso l’erogazione dell’emolumento sarebbe priva di titolo giustificativo.

TARSU: nessun obbligo di motivazione per la delibera che classifica diversamente abitazioni e alberghi

La previsione nelle delibere comunali di tariffe molto più alte per gli alberghi rispetto a quelle stabilite per le civili abitazioni non costituisce di per sé ingiustificata disparità di trattamento, tenuto conto della notoria maggiore capacità di produrre rifiuti degli alberghi rispetto alle civili abitazioni: è quanto affermato dalla Corte di cassazione, sez. trib., nella sent. n. 12783 del 26 giugno 2020.

I giudici hanno, altresì, ribadito che non è configurabile alcun obbligo di motivazione della delibera comunale che classifichi diversamente abitazioni civili e alberghi, ai fini della determinazione delle tariffe da applicare, poichè quest’atto, al pari di qualsiasi atto amministrativo a contenuto generale o collettivo, si rivolge ad una pluralità indistinta, anche se determinabile ex post, di destinatari, occupanti o detentori, attuali o futuri, di locali ed aree tassabili (così Cass., sez. trib., sent. n. 8077 del 3 aprile 2018).

La differenziazione della tariffa degli esercizi alberghieri da quella delle civili abitazioni, peraltro, è stata considerata legittima dalla giurisprudenza anche alla luce della conformità al principio unionale “chi inquina paga”, espresso dalla Dir. n. 2006/12/CE, art. 15, e dalla Dir. n. 2008/98/CE, art. 14, che, nell’osservanza del principio di proporzionalità, consentono al diritto nazionale di differenziare il calcolo della tassa di smaltimento per categorie di utenti (Cass., sez. trib., sent. n. 15041 del 16 giugno 2017).

Comunicazioni per i proventi delle sanzioni al Codice della strada: le istruzioni operative

Con la circ. FL n. 14 del 9 luglio, il Ministero dell’Interno (Dipartimento per gli affari interni e regionali, Direzione Centrale della Finanza Locale) ha fornito le istruzioni operative riguardanti l’inserimento dei dati nella piattaforma informatica per quanto concerne i proventi derivanti dalle sanzioni al Codice della strada (Decreto Legislativo n. 285/1992).

La trasmissione dei dati deve avvenire entro il prossimo 30 settembre e ogni ente dovrà provvedere a relazionare, con riferimento all’anno precedente, l’ammontare complessivo dei proventi di propria spettanza ai sensi del 12-bis e del comma 1 dell’art. 208 del Codice nonché gli interventi realizzati con tali risorse.

La circolare è consultabile al seguente link: https://dait.interno.gov.it/documenti/circ-014-finloc-09-07-2020.pdf; l’allegato da compilare è disponibile al seguente link: https://dait.interno.gov.it/documenti/circ-014-finloc-09-07-2020-all-a.pdf.

Per le annualità pregresse, non risulta praticabile la trasmissione telematica e, pertanto, gli enti procederanno alla trasmissione via e-mail (alla casella renato.berretta@interno.it) dell’allegato, per ciascun anno, con la seguente tempistica:

– anni 2012 e 2013: da presentare entro il 31 gennaio 2021;

– anni 2014 e 2015: da presentare entro il 30 giugno 2021;

– anni 2016 e 2017: da presentare entro il 31 dicembre 2021;

– anni 2018: da presentare entro il 31 marzo 2022.

Partecipazioni: c’è tempo fino al 17 luglio

Ricordiamo che, fatte salve eventuali deroghe, il prossimo 17 luglio è il termine ultimo per l’acquisizione dei provvedimenti di revisione periodica delle partecipazioni pubbliche e il censimento delle partecipazioni e dei rappresentanti al 31/12/2018.

L’adempimento è da effettuarsi tramite il portale istituzionale Servizi Online del Portale Tesoro (https://portaletesoro.mef.gov.it) ed è obbligatoriamente previsto dall’art. 20 del Decreto Legislativo 19 agosto 2016, n. 175 – Testo Unico in materia di società a partecipazione pubblica (TUSP).

Ricordiamo che sussiste l’obbligo di comunicare anche l’assenza di partecipazioni, prestando esplicita dichiarazione da inoltrare attraverso l’applicativo.

Trasmissione dati ARERA: dal 3 luglio è operativa la piattaforma on-line

Con un comunicato del 6 luglio (consultabile al seguente link: https://www.arera.it/it/comunicati/20/200703.htm), ARERA ha reso noto che, dal 3 luglio, è disponibile la piattaforma on-line per la trasmissione degli atti, dei dati e della documentazione elencati all’art. 6 della deliberazione 443/2019/R/rif:

  • il Piano Economico Finanziario relativo all’anno 2020;
  • la Relazione di accompagnamento;
  • la dichiarazione di veridicità del gestore;
  • la delibera di approvazione del PEF e dei corrispettivi tariffari relativi a ciascun Ambito tariffario per l’anno 2020.

I soggetti tenuti alla trasmissione dei dati sono gli Enti territorialmente competenti ovvero, l’Ente di governo dell’Ambito, laddove costituito ed operativo, o, in caso contrario, il Comune o la Regione, o la Provincia autonoma.

I dati devono essere trasmessi entro 30 giorni dall’adozione delle pertinenti determinazioni ovvero dal termine stabilito dalla normativa statale di riferimento: su tale aspetto, in particolare, è utile evidenziare che un emendamento al DL Rilancio, in corso di conversione, proroga al 30 settembre 2020 il termine per l’approvazione del regolamento e delle tariffe TARI e tariffa corrispettiva.

 

Carinola (CE): la Corte dei conti approva il piano di riequilibrio

La Corte dei conti, sez. reg. di controllo per la Campania, nell’Adunanza dell’8 luglio 2020, ha approvato il Piano di riequilibrio finanziario pluriennale (ex art. 243 bis del TUEL) del Comune di Carinola (CE), predisposto dall’Ente, dopo idoneo supporto formativo continuo della nostra Società, che dalla fase iniziale per l’analisi degli squilibri strutturali e l’individuazione delle risorse necessarie al risanamento,  è arrivato all’assistenza per il riscontro, da parte del Comune, all’istruttoria preliminare avviata dal Ministero dell’Interno (Direzione Finanza Locale) e a quella successiva disposta dalla Corte, passaggi fondamentali nell’iter finale di approvazione del piano.

Indicizzazione delle pagine della sezione “Amministrazione trasparente”: i chiarimenti dell’ANAC

L’ANAC, con un comunicato del Presidente del 1° luglio 2020 (http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Comunicazione/News/_news?id=2e62f8e00a7780421d69d3b6b3350523), ha richiamato le amministrazioni e gli organismi indipendenti di valutazione al puntuale rispetto della normativa anche in materia di apertura dei dati e di indicizzazione delle pagine.

L’Autorità ha, infatti, constatato la prassi di alcune amministrazioni volta a impedire ai motori di ricerca web di indicizzare le pagine della sezione “Amministrazione trasparenza” (AT).

Come è noto, la sezione AT di cui l’art. 9 del Decreto Legislativo n. 33/2013 contiene i dati, le informazioni e i documenti pubblicati ai sensi della normativa vigente e assicura, in tal modo, la piena accessibilità delle informazioni pubblicate; prevede, inoltre, che le amministrazioni non possano disporre filtri e altre soluzioni tecniche atte ad impedire ai motori di ricerca web di indicizzare ed effettuare ricerche all’interno della sezione AT.

L’utilizzo di filtri o soluzioni similari, impedendo la ricercabilità e il riutilizzo delle informazioni, è chiaramente contrario al perseguimento degli obiettivi generali della trasparenza amministrativa.

Al riguardo, l’ANAC ha rammentato le disposizioni contenute all’art. 7 del citato Decreto Legislativo n. 33/2013 in materia di riutilizzabilità dei dati, secondo cui i documenti, le informazioni e i dati oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente, resi disponibili anche a seguito di accesso civico, sono pubblicati in formato di tipo aperto e sono riutilizzabili con l’obbligo di citare la fonte e di rispettarne l’integrità.

Indicazioni operative relative al formato dei dati sono contenute nel documento tecnico (allegato 5) della delibera ANAC 4 marzo 2020 n. 213 concernente le attestazioni degli OIV, o strutture con funzioni analoghe, in scadenza il prossimo 31 luglio con riferimento ai dati pubblicati al 30 giugno. Proprio con la delibera n. 213/2020, l’ANAC ha richiesto per la prima volta agli organismi indipendenti di valutazione, o strutture con funzioni analoghe, un’attestazione generale riguardo all’assenza di filtri e/o soluzioni tecniche volti a impedire ai motori di ricerca di indicizzare ed effettuare ricerche all’interno della sezione «Amministrazione Trasparente» o «Società Trasparente».
Per questa ragione l’Autorità richiama le amministrazioni e gli OIV, in quanto tenuti ad attestare l’avvenuta pubblicazione dei dati, al puntuale rispetto della normativa anche in materia di apertura dei dati e di indicizzazione delle pagine contenute nella sezione Amministrazione Trasparente, adottando tuttavia specifici accorgimenti in relazione alla pubblicazione di atti e documenti contenenti dati a carattere personale, come previsto dall’art. 7-bis del Decreto Legislativo n. 33/2013.

L’ANAC ha segnalato, altresì, alcune cautele per i dati a carattere personale dettate dall’art. 7-bis, del Decreto Legislativo n. 33/2013: in particolare, gli obblighi di pubblicazione dei dati personali diversi dei dati sensibili e giudiziari comportano la possibilità di una diffusione dei medesimi  attraverso siti istituzionali, nonché il loro trattamento secondo modalità che ne consentono la indicizzazione e la rintracciabilità tramite i motori di ricerca web e il loro riutilizzo, ma nel rispetto dei principi sul trattamento dei dati personali.

Tali regole sono strettamente connesse alla realizzazione della piena trasparenza amministrativa e alla effettiva disponibilità e riutilizzabilità dei dati pubblicati.

Alla luce di quanto sopra considerato, l’Autorità ha richiamato le amministrazioni e gli OIV, in quanto soggetti competenti ad attestare l’avvenuta pubblicazione dei dati, al puntuale rispetto della normativa anche in materia di apertura dei dati medesimi e di indicizzazione delle pagine contenute nella sezione Amministrazione trasparente.